Pasqua, una enorme mangiata in famiglia.

Un plauso va alla lasagna che ha fatto mia sorella Monica, buonissima da leccarmi i baffi cacchio! Leggera leggera perchè fatta con la sfoglia sottile sottile di Giovanni Rana ma buona buona.

E dopo la grande mangiata con mio nipote Alessandro usciamo a fare delle foto ma questa volta sono io che seguo lui.

Di solito ero io che facevo sempre foto e lo invitavo a seguirmi ma ho notato con piacere che ormai è cresciuto in tutti i sensi.

Circa 20 anni fa tenevo in braccio il mio primo nipote e ora trovo un ragazzo che lavora e studia per diventare un uomo e scrivere la sua storia in questo bellissimo mondo.

La cosa che mi ha piacevolmente colpito è stata che è uscito per due volte ieri alla ricerca di uno scatto che aveva in mente e allora ho visto la sua determinazione e la sua chiarezza nell’aver compreso quello che immagine vuole ottenere.

Alessandro ha compreso che raramente si può essere al posto giusto e al momento giusto e che quindi l’immagine che ci siamo creati nella nostra mente va ricercata con pazienza.

 

Allora, ieri pomeriggio, siamo usciti e abbiamo scattato sul lungomare di Ostia con il sole delle 17:00 che cominciava a calare ma disegnava ancora forte i contrasti tra luci ed ombre.

Io ho portato la mia Voigtlander analogica per tenere allenato l’occhio e vedere dove mi sta portando questo mio cuore in questo periodo della mia vita.

 

Per spiegarmi meglio riporto quì una frase di Henri Cartier-Bresson

Fotografare è riconoscere nello stesso istante e in una frazione di secondo un evento e il rigoroso assetto delle forme percepite con lo sguardo che esprimono e significano tale evento. È porre sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi e il cuore. È un modo di vivere.

Allineando la mente e il cuore in un’immagine capirò meglio.  Avere chiari i nostri pensieri a mio avviso non è poi così complicato ma capire dove ci sta portando il cuore è tutta un’altra storia.

Ultimamente mi sono reso conto di quanto mi stia aiutando questa mia passione, la Fotografia, per capire meglio me stesso e dove voglio andare. Capire anche dove vuole andare questo mio cuore e dove porterà la mia fotografia.

 

Capendo meglio me stesso ho compreso che nella mia fotografia devono trovare spazio quelle emozioni che rendono tanto bella la mia vita.

Allora mi lascio trasportare dalle mie emozioni e scatto ascoltandole, in una bellissima pace interiore che ritrovo solo quando scatto.

Ho scattato un paio di rullini circa e sono proprio curioso di vedere dove sto andando.

E’ così bello assecondare se stessi, conoscersi.

Un saluto con passione

 

#vivounapassionesfrenata

 

Alessandro

 

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